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	<title>Antonio Pala &#187; L&#8217;Unione Sarda</title>
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		<title>L&#8217;Arcivescovo inaugura la mostra d&#8217;arte per aiutare la Bosnia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 14:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1995 – giugno – 26 &#8211; Lunedì L&#8217;Arcivescovo inaugura la mostra d&#8217;arte per aiutare la Bosnia Arte e cultura per la soliderietà è il tema di una mostra di artisti contemporanei che verrà inaugurata oggi alle 18,30 nella galleria d&#8217;arte&#8217; La bacheca&#8217;, in via Dei Pisani. L&#8217;iniziativa e dell&#8217;associazione&#8217; Madre della &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/larcivescovo-inaugura-la-mostra-darte-per-aiutare-la-bosnia/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-292" alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" /> 1995 – giugno – 26 &#8211; Lunedì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;Arcivescovo inaugura la mostra d&#8217;arte per aiutare la Bosnia</span></p>
<p>Arte e cultura per la soliderietà è il tema di una mostra di artisti contemporanei che verrà inaugurata oggi alle 18,30 nella galleria d&#8217;arte&#8217; La bacheca&#8217;, in via Dei Pisani. L&#8217;iniziativa e dell&#8217;associazione&#8217; Madre della pace di Cagliari&#8217;, che devolverà tutto il ricavato della mostra ai profughi della Bosnia-Erzegovina. L&#8217;associazione è impegnata da tempo anche sul fronte delle adozioni a distanza di piccoli profughi.All&#8217;appuntamento saranno presenti anche l&#8217;arciverscovo Ottorino Alberti e il presidente della Giunta regionale Federico Palomba. Gli espositori della galleria d&#8217;arte sono Andreina Argiolas, Franca Assali, Renato Boi, Gabriele Cancedda, Annamaria Caracciolo, Agata carubelli, Emma Casula, Tonino Casula,Ines Corona, Liliana Corrias, Attilio Della Maria, Maria Luisa Delzotto, Michel Desantis, Karel Ebas, Nello Farris, Nazario Fusco, Sandro Giordano, Stefano Grassi, Luciano Latte, Angelo Liberati, Giovanni Mesano, &#8216; Maga&#8217;, Susanna Manca, Mario Massa, Italo Medda, Marisa Medda, Raffaele Meloni, Mirella Mibelli, Aldo Montaldo, Anna Mundula, Wanda Nazari, Ignazio Orrù, Antonello Ottonello, Antonio Pala, Primo Pantoli, Corrado Pau, Lella Pedrazzini, Leo Pes, Giuseppe Pettinau, Giovanni Pisano, Giorgio Podda, Rosanna Rossi, Nilso Maria Spissu, Filomena Spissu, Gemma Tardini ed Ebas Karel.La mostra resterà aperta fino a venerdì (dalle 18 alle 21).</p>
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		<title>Visioni sul pennello, due mostre a Cagliari</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 15:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Unione Sarda]]></category>

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		<description><![CDATA[1997 – ottobre – 25 &#8211; sabato Visioni sul pennello, due mostre a Cagliari Quali spazi esistono oggi perché un pittore contemporaneo possa raccontare la sua opera e quanto invece i critici li hanno defraudati di questa possibilità inventando per loro un linguaggio fatto di codici e simboli? Sulla base di questa &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/visioni-sul-pennello-due-mostre-a-cagliari/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-292" alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />1997 – ottobre – 25 &#8211; sabato</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Visioni sul pennello, due mostre a Cagliari<br />
</span><br />
Quali spazi esistono oggi perché un pittore contemporaneo possa raccontare la sua opera e quanto invece i critici li hanno defraudati di questa possibilità inventando per loro un linguaggio fatto di codici e simboli? Sulla base di questa ipotesi, da oggi al 6 novembre, la galleria &#8216;La Bacheca&#8217; di Cagliari ospita una collettiva di artisti cagliaritani (Gianni Atzeni, Attilio Della Maria, Italo Medda, Mirella Mibelli, Giuseppe Pettinau, Luciano Soro, Italo Utzeri e Giuseppe Vargiu) diversi tra loro per passioni esistenziali e per età anagrafica ma uniti nel continuare una ricerca sul piano dell&#8217;astrattismo. Una ricerca in cui «non ci sono confini tra oggetto e soggetto, tra naturale e soprannaturale, tra veglia e sonno».Dalle esplosioni di poesia arrabbiata di Mirella Mibelli alle produzioni<br />
materiche di Gianni Atzeni, dalle deformazioni surreali di Attilio Della Maria al rifore visionario di Italo Utzeri, Luciano Soro e Giuseppe Pettinau, per approdare ai libri d&#8217;artista di Italo Medda. Cagliari non è una gran città, il suo centro storico può ormai racchiudersi in un pugno. E se alla fine del viale Regina Margherita, in via dei Pisani, la pattuglia di astrattisti fa i conti con se stessa alla Bacheca, poche centinaia di metri più sopra, alla passeggiata coperta del Bastione, è la visionarietà, in qualche caso l&#8217;oleografia figurativa a trionfare nella dedima mostra di Vivicastello, ancora visibile fino a domani sera.Sul tema «uomo e ambiente nel pianeta Sardegna», potete trovare quadri di Antonio Atza, Francesco Becciu, Franco Bussu, Vittorio Calvi, Antonio<br />
Corriga, Michele De Santis, Manlio Masu, Antonio Pala, Leo Pes, Giovanni Pisano e Sisinnio Usai. La Sardegna delle marine e della vendemmia, dei sogni opulenti e colorati e delle bagnanti disegnate apposta per far rivivere una memoria che non c&#8217;è più e ad alcuni morde ancora.</p>
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		<title>Marine in Passeggiata</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 20:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1997 – ottobre – 27- Lunedì Marine in Passeggiata Metti alla passeggiata coperta del Bastione di Cagliari un po&#8217;di foto antiche, qualche radio e automobile d&#8217;epoca, un po&#8217; di artigiani e magari anche una rassegna di film su Amedeo Nazzari. ViviCastello espone ancora oggi i quadri figurativi che quattordici pittori, ridotti poi &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/marine-in-passeggiata/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />1997 – ottobre – 27- Lunedì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Marine in Passeggiata</span></p>
<p style="text-align: justify;">Metti alla passeggiata coperta del Bastione di Cagliari un po&#8217;di foto antiche, qualche radio e automobile d&#8217;epoca, un po&#8217; di artigiani e magari anche una rassegna di film su Amedeo Nazzari. ViviCastello espone ancora oggi i quadri figurativi che quattordici pittori, ridotti poi a dieci per disguidi organizzativi, hanno presentato all&#8217;interno della ormai decennale mostra di pittura. Quadri tutti di autori e hobbisti più o meno famosi e quotati, che incontrano molto i gusti del grande pubblico per la tipologia dei soggetti che propongono, siano marine di Bosa, come i due olii di Antonio Atza, o bagnanti, alberi lussureggianti, scene di vendemmia come, rispettivamente, propongono Antonio Corriga, Manlio Masu, Michele de Santis, Leo Pes.Ma anche laddove il linguaggio si fa più ardito, come nelle figure geometriche di Francesco Becciu, nei paesaggi di Franco Bussu e di Vittorio Calvi, nelle fanciulle di Antonio Pala e nelle figure astratte di Sisinnio Usai, il rassicurante contatto col figurativo non<br />
viene mai perso di vista. Senz&#8217;altro avrebbero aggiunto qualcosa le opere, presenti sul catalogo, dei grandi assenti Rosanna Rossi, Mirella Mibelli, Giovanni Pisano e Angelo Liberati; quanto poi alle motivazioni della loro adesione e del successivo ritiro, l&#8217;impressione è quella di un ripensamento dell&#8217;ultimo minuto, un po&#8217; troppo tardi e un po&#8217; poco serio.</p>
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		<title>Antonio Pala e le sue donne</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 20:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1999 marzo 21 Domenica Antonio Pala e le sue donne Un pittore tra maternità e baccanti, sacro e profano impressionante Via Crucis di Antonio Pala sarà il vanto di una chiesa in qualche parte della Sardegna. Quattordici quadri (olio e tecnica mista), uno per stazione, il Calvario di Cristo visto, partecipato con &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/antonio-pala-e-le-sue-donne/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />1999 marzo 21 Domenica</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Antonio Pala e le sue donne</span></p>
<p style="text-align: justify;">Un pittore tra maternità e baccanti, sacro e profano impressionante Via Crucis di Antonio Pala sarà il vanto di una chiesa in qualche parte della Sardegna. Quattordici quadri (olio e tecnica mista), uno per stazione, il Calvario di Cristo visto, partecipato con il cuore, gli occhi, le orecchie, l&#8217;anima: i colori del raccapriccio, l&#8217;accalcarsi della folla eccitata e vociante, i gemiti di chi porta la croce, le urla rauche dei miliziani, il lamento soffocato delle donne di Gesù. Crudeltà, dolore, pietà messi in cornice. L&#8217;anonima collezionista che ha acquistato l&#8217;opera ha soltanto detto «è il mio regalo a una chiesa». Dove, quando, è ancora un mistero. Ma intanto la Via Crucis dell&#8217;artista di Laerru è esposta al pubblico. Può esser vista a Cagliari per una decina di giorni ancora: fa parte della mostra allestita nella &#8216;Galleria 13&#8242; di Peppino Floris, in via XXVIII Febbraio (aperta mattina e sera tutti i giorni fino al 30 marzo). Per Pala è la cinquantesima personale in oltre quarant&#8217;anni di percorso artistico che gli hanno dato soddisfazioni importanti nella scultura, nel disegno, nell&#8217;incisione e nella pittura. Non sorprende saperlo allievo di Figari, Dessy, Tavolara, Tilocca, suoi maestri quando frequentava la<br />
Scuola d&#8217;arte di Sassari. Da tutti ha assorbito la dignità, il gusto, la tecnica, la classe; di ciascuno di essi ha assimilato i caratteri, fondendone i linguaggi per approdare a una cifra pittorica spiccatamente individuale. Antonio Pala è difficilmente accostabile a un genere categorico. Nei suoi quadri è possibile intuire gli elementi formativi dell&#8217;arte realistica rivolta al simbolismo. Mario Delitala osservò che Pala rivela il vero ricreandolo attraverso le emozioni: «I colori con i quali si esprime sono densi, pastosi, e in essi fa scorrere la scivolosa spatola o la dura setola del pennello per ricavarne luci e forme che danno alle sue opere ad olio un aspetto di sintetico primitivismo che risponde, d&#8217;altronde, al suo carattere schiettamente lirico di uomo quanto mai semplice&#8230;». In questa sua realtà filtrata dallo spirito si leggono caratteri antitradizionali rispetto alla prima metà del Novecento pittorico sardo. C&#8217;è anche un po&#8217; di Guttuso, se vogliamo, nel suo figuratismo crudo, nell&#8217;energia del tratto, nella determinazione rappresentativa, nel cromatismo deciso, nella solarità dei paesaggi, nella sensualità dei personaggi. Donne, in preferenza. Le donne sono molte nella ricca rassegna proposta in questi giorni a Cagliari. Dalla maternità alle baccanti, dal sacro al profano, la magia femminile è nello stesso tempo idealizzata, spiritualizzata e carnalmente passionalizzata. La donna, stavolta, è in gran parte identificata nella settima musa: mollemente adagiata sull&#8217;arpa, ascolta rapita il vibrare delle corde; con sicurezza sfiora i tasti del pianoforte accompagnando il canto delle amiche; o regala il profumo dell&#8217;alito al flauto &#8211; e sembra di sentirne il modulare. Ma non solo orfeoniste. Il &#8216;tema&#8217; prevalente della mostra riguarda la musica. La musica sullo sfondo di Cagliari. Così dietro l&#8217;arpista si stagliano i tetti e i campanili di Stampace, il violonista siede sotto i portici della via Roma, e la città &#8211; angolo dopo angolo &#8211; diventa una luminosa sala per concerti sul cui podio non materialmente collocabile volteggia la bacchetta d&#8217;un direttore che trascina l&#8217;orchestra. «Non è un tema imposto neppure da me stesso», spiega Pala: «Ogni volta, nell&#8217;ambito di una mostra, avvio e porto avanti un discorso». Nel sedersi davanti al cavalletto avvia un discorso lasciandosi condurre: sviluppa un pensiero, studia la molteplicità di un argomento e ne rivela le infinite suggestioni, spinto dalla necessità di dipingere quello che sente più di quello che vede. Dice di preferire la figura umana al paesaggio; ma certo esprime non poco amore nel cogliere le luci<br />
di Cagliari, nell&#8217;interpretare i panorami, nel &#8216;raccontare&#8217; fiori o frutta. Quei contorni marcati, quei colori contrapposti o sfumati, quel vigore di esperienza e di vissuto restano negli occhi e nel sentimento di chi li ha osservati.<br />
<strong>Mauro Manunza</strong></p>
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		<title>Arte. Due rassegne di pittori sardiMaestri nel Novecento</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 21:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2000 ottobre 11 Mercoledì Arte. Due rassegne di pittori sardiMaestri nel Novecento Aligi Sassu, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Bernardino Palazzi, Pietro Collu, Cesare Cabras, Mario Delitala, Valerio Pisano, Ausonio Tanda, Gavino Tilocca, Pietro Antonio Manca, Dino Fantini, Mauro Manca, Stanis Dessy, Remo Branca, Antonio Mura e tanti altri maestri del Novecento pittorico &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/arte-due-rassegne-di-pittori-sardimaestri-nel-novecento/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2000 ottobre 11 Mercoledì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Arte. Due rassegne di pittori sardiMaestri nel Novecento</span></p>
<p>Aligi Sassu, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Bernardino Palazzi, Pietro Collu, Cesare Cabras, Mario Delitala, Valerio Pisano, Ausonio Tanda, Gavino Tilocca, Pietro Antonio Manca, Dino Fantini, Mauro Manca, Stanis Dessy, Remo Branca, Antonio Mura e tanti altri maestri del Novecento pittorico sardo, da Rosanna Rossi ad Angelo Liberati, da Antonio Corriga a Franco Bussu, da Antonio Atza ad Angelo Romby, da Leo Pes ad Antonio Pala: è quel che offre la Galleria 13, in via XXVIII Febbraio. Una panoramica più unica che rara (anche occasione d’interesse didattico, considerata la possibilità di un confronto diretto) visitabile ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20,30, festivi compresi. Intanto una rara rassegna di opere grafiche di Felice Melis Marini e altri incisori è allestita nella galleria Incontri d’arte, viale Regina Margherita 91. Può essere visitata tutti i giorni (orario 17-21) fino al 18 ottobre.</p>
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		<title>Gioia e tenebre del sacro</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 20:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2000 giugno 01 Giovedì Gioia e tenebre del sacro. Sarà stato lo spirito del Giubileo a soffiare nella devota anima del gallerista Peppino Floris l’idea di radunare i segni dell’arte sacra. Segni eloquenti e fra i più significativi della pittura sarda, con qualche vertice di rappresentazione scultorea. Quello che da sabato potrà &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/gioia-e-tenebre-del-sacro/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2000 giugno 01 Giovedì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gioia e tenebre del sacro.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà stato lo spirito del Giubileo a soffiare nella devota anima del gallerista Peppino Floris l’idea di radunare i segni dell’arte sacra. Segni eloquenti e fra i più significativi della pittura sarda, con qualche vertice di rappresentazione scultorea. Quello che da sabato potrà vedersi nelle due sale della “Galleria 13”, in via XXVIII Febbraio a Cagliari, è un concentrato della forza arcana che l’esercizio artistico isolano rivela un po’ in tutte le epoche, attraverso correnti, forme e suggestioni differenti ma emotivamente comuni. La rassegna è tutt’altro che completa (ci vuol altro), ma sufficiente per comprendere quanto sia profonda la spiritualità nell’arte e quanto inafferrabile il concetto di sacralità: specie se trasferito dall’intimo all’esterno attraverso il filtro ottico. Che è comunque filtro di animo artistico. L’espressione di un Biasi non è ovviamente quella di un Sassu, ma viste l’una accanto all’altra manifestano l’umana mistica che tutti accomuna: ogni opera si ricollega all’eccezionalità, al meraviglioso, alla pietà, all’ancestrale paura dell’evento non contemplato nell’esistenziale. Esperienza estatica, esasperazione quasi patologica, necessità emblematica, esercizio intellettuale, motivazione etica. La definizione non può che essere approssimativa quando la sacra fames deve confrontarsi con la sua pretesa morfologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Così la percezione dell’artista può mostrarsi splendida oppure orrida agli occhi di chi deve recepire, realizzandosi in un’ambiguità che sfugge alla ragione. Al di là delle riflessioni cui la mostra induce, non resta che richiamare a una pacata visita in galleria. Allineando qui semplicemente nomi e intenti. Vi sono opere finite e vi sono studi e bozzetti di opere altrimenti realizzate, molte delle quali peraltro note, distribuite fra le chiese sarde. La serie indubbiamente più rara è data da dieci ritratti di papi: Aligi Sassu li realizzò, con altri dieci, a pastello intelato perché si trasformassero poi in quel grande mosaico che nobilita la chiesa cagliaritana del Carmine. I medaglioni con i volti dei pontefici sono del 1966, in grandezza pressoché naturale. Bozzetti (a olio) di opere importanti sono anche quelli di Antonio Mura (si rivedono in dimensioni e forme finite a Bonaria, a San Paolo, a Santa Rosalia in Cagliari, nel Seminario di Oristano e in altri luoghi di culto). Quello di Giuseppe Biasi (una<br />
piccola processione di Sant’Efisio). E quelli di Salvatore Fara (Vincenziane di Sassari, Madonna della Mercede ad Alghero), del quale impressiona una Natività del ’66. E di Vittorio Calvi (chiesa di Sant’Orsola in Sassari) e di Antonio Corriga (una Deposizione per la pala di 40 metri nella parrocchiale San Giovanni a Fonni) e di Antonio Ruju (volto di Cristo, particolare di un’opera custodita a Lula). I quadri finiti sono di Filippo Figari (una splendida Deposizione, olio del 1947), di Bernardino Palazzi (studio per San Giovanni che prega , realizzato a Roma nel<br />
’61), di Pietro Antonio Manca (tre oli di eccezionale suggestione), di Bussu (Golgota), di Masu (due grandi oli che rappresentano la salita al Calvario), di Atza (sacrale Omaggio a Raffaello, spatola). E naturalmente alcune processioni di Corriga, accanto a una bellissima drammatica lugubre processione di Valerio Pisano. Di Antonio Mura sono da osservare con attenzione tre xilografie, così da confrontarle con il Cristo deriso alla colonna che il maestro dell’incisione xilografica Mario Delitala realizzò nel 1928. Antonio Pala è presente con una Madonna delle Grazie, grande olio che compete con il suo “doppio” di abile scultore: un bassorilievo di gesso una maternità scolpita nel legno e un massiccio Cristo ligneo collocato per l’occasione all’ingresso della mostra. Ed<br />
ecco Gavino Tilocca, che s’inserisce con tre bassorilievi: Adamo ed Eva in bronzo e argento, le Pie donne in ceramica, un Golgota bronzeo. Può darsi che qualcosa sia sfuggito. Ma ce n’è abbastanza per un’indagine sulle ierofanie dei nostri artisti di ieri e di oggi. Manca soltanto un melodico canto d’organo che accompagni le nostre reazioni di profani dinanzi alla rappresentazione del sacro.<br />
<strong>Mauro Manunza</strong></p>
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		<title>Una finestra sull’arte del ’900</title>
		<link>http://www.antoniopala.it/web/una-finestra-sullarte-del-900/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 20:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2001 marzo 18 Domenica Grazie a novanta quadri donati dal pittore Antonio Atza. Sabato l’inaugurazione, Una finestra sull’arte del’900 &#8211; Bosa, nasce il nucleo della futura pinacoteca Bosa . Molto è stato scritto e detto sulla città del Temo; fiumi d’inchiostro di libri, e poesie. E poi fotografie e filmati. Ma &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/una-finestra-sullarte-del-900/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2001 marzo 18 Domenica</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Grazie a novanta quadri donati dal pittore Antonio Atza. Sabato l’inaugurazione, Una finestra sull’arte del’900 &#8211; Bosa, nasce il nucleo della futura pinacoteca</span></p>
<p style="text-align: justify;">Bosa . Molto è stato scritto e detto sulla città del Temo; fiumi d’inchiostro di libri, e poesie. E poi fotografie e filmati. Ma mai nessuno ha raccontato Bosa come ha fatto Antonio Atza, uno fra i maggiori artisti sardi del Novecento, che qui ha vissuto la sua giovinezza ed avviato la sua esperienza artistica. Di Bosa egli ha saputo cogliere l’anima segreta, rivivendo le immagini della realtà come in un sogno. Un amore antico, filiale, mai sopito, nonostante il peregrinare di un uomo che ha lavorato per lunghi anni prima a Gavoi, poi a Sassari ed infine a Cagliari, durante una lunga carriera di successi ed i tanti riconoscimenti anche internazionali. Ed ora il grande gesto di omaggio verso la città dell’infanzia e della giovinezza, non a caso definita «opere d’affezione»: la donazione Atza, quella con cui il pittore regala a Bosa 96 dipinti, di cui 55 suoi e 41 di altri pittori isolani, fra cui Stanis Dessy, Carmelo Floris, Mauro Manca, Nino Dore, Antonio Corriga, Emilio Scanalino. Ma anche Vittorio<br />
Calvi, Michele Cascella, il milanese Beccheroni, Giovanni Dotzo, Marcello Lucarelli, Manlio Masu, Andrea Pagnacco, Antonio Pala, Enrico Piras, Giovanni Pisano, Valerio Pisano, Renè Renink, Giovanni Thermes.</p>
<p style="text-align: justify;">La donazione Atza verrà presentata sabato prossimo alle 18 nella sala conferenze dell’ex convento dei cappuccini con un convegno dedicato alla presentazione di una sua monografia, con l’intervento degli storici dell’arte Giorgio Pellegrini e Simona Campus. Alle 19, nell’ex orfanotrofio Puggioni, verrà inaugurata la mostra permanente dei quadri donati. La donazione comprende anche il ciclo «I segni dello Zodiaco», ognuno dei quali porta firme importanti: oltre allo stesso Atza, quelle di Luca Crippa, Silvano Cirardello, Ada Zanon, Massimo Radicioni, Ernesto Treccani, Renzo Sommaruga, Markus Vallazza, Eugenio Tomiolo, Lodovico Mosconi, Renzo Margonari, Abacuc. Questi dipinti saranno l’asse portante della nuova Pinacoteca comunale, la struttura che l’Assessorato comunale alla cultura ha in cantiere da tempo e che può finalmente diventare realtà. Ospiterà anche i lavori di un altro bosano illustre, Melkiorre Melis, artista e decoratore di grande fama, anch’essi donati alla città del Temo dai suoi eredi. E’ un sogno che si realizza: un luogo d’arte in una ideale città d’arte che si propone con questa sempre maggiore caratterizzazione nel mercato turistico. La pinacoteca comunale sarà allestita nello storico convento dei carmelitani, oggi sede del Municipio, non appena saranno conclusi i lavori di adeguamento e di restauro. Nel frattempo, i quadri saranno custoditi e proposti alla visione del pubblico tutti i giorni della settimana in orari stabiliti, in appositi spazi allestiti nella grande struttura dell’ex Orfanotrofio Puggioni, appena restaurato, in cui si trasferiranno anche gli uffici comunali. «La Pinacoteca comunale sarà presto una realtà &#8211; dice l’Assessore alla Cultura Vincenzo Mozzo &#8211; grazie a questa straordinaria donazione di quello che è, a tutti gli effetti, un grande bosano: Antonio Atza, che ha dimostrato ancora una volta la sua disponibilità e tutto il suo amore per Bosa».<br />
<strong>Antonio Naitana</strong></p>
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		<title>Morto a Cagliari Antonio Pala</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 20:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2002 settembre 04 Mercoledì Morto a Cagliari Antonio Pala Morto a Cagliari Antonio Pala. Il pittore Antonio Pala si è spento l’altra sera a Cagliari, città che aveva esaltato in tante delle sue opere cogliendone le luci e i colori, svelandone le suggestioni e recondità. A Cagliari era legatissimo, anche se il &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/morto-a-cagliari-antonio-pala/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2002 settembre 04 Mercoledì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Morto a Cagliari Antonio Pala</span></p>
<p>Morto a Cagliari Antonio Pala. Il pittore Antonio Pala si è spento l’altra sera a Cagliari, città che aveva esaltato in tante delle sue opere cogliendone le luci e i colori, svelandone le suggestioni e recondità. A Cagliari era legatissimo, anche se il suo principale punto di riferimento è sempre stato Laerru, dov’era nato 68 anni fa e da dove si era spostato in gioventù per frequentare la Scuola d’arte di Sassari e intraprendere una strada di vita faticosa ma certamente lastricata di soddisfazioni. Ve lo spinsero maestri quali Figari, Dessy, Tavolara, Tilocca,<br />
dei quali assimilò la tecnica, il gusto, la classe, la dignità del protagonista, per raggiungere una propria, individualissima cifra pittorica caratterizzata da una vena realistica rivolta al simbolismo. Due anni e mezzo fa la sua ultima mostra personale: la cinquantesima, in oltre quarant’anni di percorso artistico. Non a caso volle celebrare a Cagliari il suo giubileo espositivo, ospite della “Galleria 13”. Angoli cittadini, panorami, fiori, frutta, e immagini femminili, donne ammantate di fascino e mistero. Destò molta ammirazione, allora, una monumentale Via Crucis; solo oggi possiamo capire che dietro quelle impressionanti immagini dipinte con l’animo c’era un calvario personale. Ma prima di cedere, Antonio Pala ha realizzato un’ultima scultura, per donarla alla chiesa della sua Laerru.<br />
<strong>Mauro Manunza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong></strong></p>
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		<title>Al Portico Una mostra ricorda l&#8217;arte di Antonio Pala</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 21:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2005 maggio 18 Mercoledì Al Portico Una mostra ricorda l&#8217;arte di Antonio Pala A quasi quattro anni dalla morte, la Galleria Il Portico in piazza del popolo a Nuoro, ha voluto rendere omaggio alla poliedrica attività di Antonio Pala con una mostra delle sue opere più note aperta al pubblico fino &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/al-portico-una-mostra-ricorda-larte-di-antonio-pala/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2005 maggio 18 Mercoledì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Al Portico Una mostra ricorda l&#8217;arte di Antonio Pala</span></p>
<p style="text-align: justify;">A quasi quattro anni dalla morte, la Galleria Il Portico in piazza del popolo a Nuoro, ha voluto rendere omaggio alla poliedrica attività di Antonio Pala con una mostra delle sue opere più note aperta al pubblico fino al 4 giugno. Pittore, scultore originario di Laerru, nel cuore dell&#8217;Anglona, dove nacque nel 1934, si diplomò all&#8217;Istituto d&#8217;arte di Sassari sotto la guida di maestri quali Filippo Figari, Stanys Dessì, Tavolara e Tilocca di cui ha raccolto l&#8217;eredità raggiungendo una sua personale visione della realtà che trasfigura con talento non comune. Marcello Serra in una sua recensione sull&#8217;artista rileva come «i temi religiosi, le composizioni suggerite al pittore dalle opere e dai giorni dei contadini, dalla vita delle creature più semplici ed umili sono trattati con vigoroso rilievo, con una sapiente scelta dei tagli, delle luci, del colore e soprattutto con una commossa partecipazione del cuore». A dare anima e voce ai soggetti ritratti intervengono le tecniche scelte tra cui gli oli, l&#8217;accostamento tra tempere grasse, disegni e pastelli, le incisioni, le linoleum grafie.<br />
(m. b. d. g.)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>EX ARTISTICO</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 21:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdexadmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2009 giugno 04 Giovedì EX ARTISTICO Da domani al 28 giugno i locali dell&#8217;ex Liceo artistico di Cagliari, in piazza Dettori, ospiteranno la mostra “Antonio Pala. Opere 1961-2001”. L&#8217;inaugurazione si terrà domani alle 18. La mostra osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.antoniopala.it/web/ex-artistico/">Continua a leggere</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="unionesarda01" src="http://www.antoniopala.it/web/wp-content/uploads/2013/11/unionesarda01-300x23.jpg" width="300" height="23" />2009 giugno 04 Giovedì</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">EX ARTISTICO</span></p>
<p style="text-align: justify;">Da domani al 28 giugno i locali dell&#8217;ex Liceo artistico di Cagliari, in piazza Dettori, ospiteranno la mostra “Antonio Pala. Opere 1961-2001”. L&#8217;inaugurazione si terrà domani alle 18. La mostra osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; la domenica dalle 9 alle 13. A quasi sette anni dalla sua scomparsa, Cagliari ricorda la figura del pittore, scultore, disegnatore, xilografo ed acquafortista originario di Laerru con un&#8217;esposizione delle sue principali opere.</p>
<p style="text-align: justify;">
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